La plastica: utile e sicura, ma va usata responsabilmente

La plastica ha mille facce, mille forme, mille usi: malleabile e resistente, può essere robusta e rigida, oppure soffice ed elastica. Può essere ignifuga, isolante e impermeabile, opaca o trasparente, colorata. Può essere stampata, modellata e assumere qualsiasi sembianza. Insomma è estremamente versatile, ed è soprattutto economica.

La combinazione di tutte queste caratteristiche è la ragione della massiccia e sconfinata diffusione della plastica, a partire dal secondo dopoguerra, soprattutto per la produzione di manufatti non durevoli, spesso usa e getta. Una diffusione che rende purtroppo gli oggetti in plastica potenziali bombe ecologiche, perché se non gestiti in modo responsabile, durante e alla fine del loro ciclo di vita, possono disperdersi nell’ambiente o in mare generando danni devastanti agli ecosistemi.

 

La raccolta differenziata della plastica riguarda solo gli imballaggi

Per valorizzare la plastica, arrivare a produrne meno e recuperare quella che è in circolazione entra in gioco la raccolta differenziata, che è solo la prima fase di un processo industriale vero e proprio il cui scopo finale è il riciclo, cioè la trasformazione della materia di cui l’oggetto è costituito in “materia prima seconda” utilizzabile per la produzione di nuovi oggetti.

In Italia nella raccolta differenziata della plastica possono, per ora, essere conferiti solo gli imballaggi, perché i costi del sistema di riciclo sono coperti in prevalenza dal Contributo ambientale Conai, pagato dai soli produttori di imballaggi. Secondo la definizione della normativa vigente l’imballaggio è “il prodotto, composto di materiali di qualsiasi natura, adibito a contenere determinate merci, dalle materie prime ai prodotti finiti, a proteggerle, a consentire la loro manipolazione e la loro consegna dal produttore al consumatore o all’utilizzatore, e ad assicurare la loro presentazione”.

Nel bacino servito da CLARA la raccolta differenziata degli imballaggi in plastica avviene quasi ovunque col sistema porta a porta, insieme agli imballaggi metallici, attraverso i contenitori di colore giallo (sacchi per le utenze domestiche, bidoni o cassonetti per le non domestiche)

Per la raccolta differenziata della plastica vanno bene quindi bottiglie, flaconi, vasetti, pellicole, blister, retine, confezioni, sacchetti, vaschette e altri contenitori (anche in polistirolo).  Fuori dal sacco o dal bidone possono essere posizionate anche le cassette in plastica per l’ortofrutta. Da qualche anno sono ammessi infine i piatti e bicchieri usa-e-getta in plastica e le grucce per abiti, ma solo quelle che costituiscono la confezione del capo d’abbigliamento.

Gli errori da evitare

Ci sono invece molti articoli che pur essendo realizzati con materiali plastici, non sono imballaggi e non devono essere immessi nel sacco giallo perché il loro trattamento non è “coperto” dal contributo ambientale CONAI.  Un altro errore ricorrente riscontrato dalle analisi di COREPLA è quello legato alla presenza, nel sacco giallo, di oggetti in gomma e di contenitori per bevande in TetraPak (che sono sì imballaggi, ma composti principalmente di carta).

 

Scarica l’inserto Speciale Ambiente&Territorio LaNuovaFerrara 28.06.2020 (2 MB)