Sul campo contro gli abbandoni

Da febbraio 2025 Clara gestisce internamente la raccolta dei rifiuti abbandonati, un servizio fondamentale per il decoro del territorio. Ogni giorno le squadre intervengono su strade, piazzole e discariche improvvisate per ripristinare ordine e pulizia. Abbiamo incontrato Alex Farinelli, che con Michele Chiarini è coordinatore del servizio, ed Enrico Rossi, preposto per l’area ovest, che insieme ai colleghi Claudio Malacarne, Daniele Marchetti, Alessandro Pandolfi, Stefano Romagnoli, Stefano Maestri, Ombretta Ferrari, Valentino Biolcati Rinaldi e Gianfranco Ghirotto formano il team del settore Abbandoni. Scopriamo come funziona il loro lavoro, quali rifiuti trovano e quali sfide devono affrontare.

Com’è la vostra giornata lavorativa tipo?
Ogni mattina scarichiamo dal gestionale i ticket (le segnalazioni, ndr) e prepariamo i percorsi delle squadre. Poi ad ogni squadra viene assegnato il mezzo più adatto, in base alle tipologie di rifiuti da raccogliere — Porter, vaschette per l’indifferenziato o Daily con polipo per ingombranti — e si parte per il servizio. I rifiuti indifferenziati raccolti vengono portati a smaltimento al termovalorizzatore di Ferrara, mentre i materiali recuperabili come legno, ferro o RAEE vengono portati ai Centri di raccolta per il recupero.

Quanti e che genere di rifiuti trovate?
Ogni giorno tre squadre arrivano a completare anche 50-60 ticket. Raccogliamo mediamente 15-16 quintali al giorno di rifiuti tra sacchi misti e ingombranti. In gran parte sono sacchi di indifferenziato, che troviamo spesso vicino alle campane del vetro o ai contenitori Humana, o lungo i cigli stradali, i fossi, le piazzole di sosta.  Poi ci sono materiali che potrebbero essere facilmente conferiti ai Centri di Raccolta: ingombranti, RAEE, macerie, taniche di olio minerale, batterie e pneumatici. Anche rifiuti pericolosi come amianto e vetroresina, che vengono poi gestiti da un appaltatore specializzato.

Qual è secondo voi la provenienza di questi rifiuti?
Ci sono sicuramente tanti rifiuti domestici, lasciati da cittadini che non vogliono proprio rispettare le regole. Ma in molti altri casi si tratta di rifiuti gettati da soggetti che operano sul territorio come “tuttofare” non tracciati, oppure da aziende che cercano di evitare i costi dello smaltimento legale.

Le segnalazioni da chi arrivano?
Nel 60% dei casi dai cittadini attraverso Junker App, o dalle associazioni di volontariato come Plastic Free e Bulldozer Service. Ma anche telefonicamente, o attraverso i Comuni. In più, noi addetti possiamo inserire segnalazioni direttamente sul campo durante i nostri spostamenti, grazie all’applicazione Gipsi: fotografiamo i rifiuti e li raccogliamo subito, nel frattempo georeferenziamo la posizione e carichiamo l’intervento sul gestionale, in modo da tracciarlo.

Quali sono le criticità principali nel vostro lavoro quotidiano?
I mezzi a disposizione sono un po’ datati, richiedono frequenti manutenzioni, quindi a volte la programmazione si complica. Inoltre, alcune segnalazioni sull’app Junker appaiono dubbie, nel senso che sembrano inviate proprio da chi quei rifiuti li sta abbandonando, il che oltre ad aumentare la mole di lavoro e i costi a carico della collettività, rende più difficile distinguere le segnalazioni davvero utili da quelle meno affidabili.

Come si potrebbe migliorare il servizio?
Servirebbe più sensibilizzazione verso i cittadini, spiegando che molti rifiuti possono essere portati senza sforzo ai Cdr, gratuitamente. Infine, un maggior controllo tramite videosorveglianza e agenti accertatori aiuterebbe a prevenire gli abbandoni.