Da questo numero della newsletter parte una nuova rubrica, ‘I mestieri di Clara’, attraverso la quale proveremo a raccontare brevemente, attraverso le testimonianze di colleghi e colleghe, i lavori che si fanno nella nostra azienda, le difficoltà e le soddisfazioni, le curiosità. Senza la pretesa di entrare nei dettagli di professioni che hanno tante sfaccettature, ma confidando di poter trasmettere l’importanza del ruolo di ciascuno di noi, per Clara e per i cittadini che serviamo.
Abbiamo voluto iniziare dai mestieri più rappresentati in Clara: autisti e autiste, operatori e operatrici della raccolta porta a porta, un sistema che garantisce un uso più efficiente delle risorse e una migliore qualità del rifiuto raccolto, con impagabili benefici per l’ambiente, senza dimenticare che fare una buona raccolta differenziata riduce la necessità di sfruttare le materie prime naturali del nostro pianeta.
Ad oggi in Clara lavorano 161 autisti e 6 autiste, 20 operatori e 8 operatrici. Nei giorni scorsi abbiamo avuto l’occasione di parlare con alcuni di loro, che ringraziamo per la disponibilità: Florian Allmeta, Cinzia Beneventi, Daniele Bertarelli, Cristina Bizzi, Monica Cavallari, Fabio Orlandini, Mattia Piva, Vincenzo Sarnataro.
Com’è la vostra giornata tipo?
Per dare un’idea generale, i colleghi spiegano che al momento si lavora sei giorni su sette, dal lunedì al sabato, e durante l’anno succede di lavorare in alcune giornate festive, perché i calendari della raccolta porta a porta lo prevedono. La sveglia per chi fa il turno del mattino è prima dell’alba: alle 4, massimo 4.30. Una veloce colazione, e via, in auto, verso il proprio centro operativo. Qui ci si cambia, indossando gli indumenti da lavoro, si verifica il mezzo e si parte: l’inizio del turno è alle 5.30. Se non ci sono imprevisti o necessità di straordinari, il turno del mattino si conclude alle 12. Per chi fa il turno del pomeriggio il turno inizia invece alle 12 e finisce alle 18:30.
Quali sono le maggiori difficoltà che riscontrate nel vostro lavoro?
«Le condizioni climatiche possono essere difficili: si è esposti alle possibili intemperie, si lavora per ore al freddo d’inverno e al caldo d’estate», spiegano quasi in coro le colleghe e i colleghi intervistati. E poi per chi guida c’è la responsabilità legata alla gestione del mezzo, la necessità di prestare sempre molta attenzione alla strada e alle condizioni del traffico, sperando anche che non si verifichi qualche guasto al camion. E naturalmente la fatica fisica: alcuni percorsi possono essere pesanti, specialmente se ci si ritrova in turno da soli. «Sicuramente il lavoro è più agevole da quando ci sono i contenitori rigidi, perché sollevare i sacchi pieni di indifferenziato, o il verde, o la carta è molto faticoso e in passato è stato causa di infortuni» precisano.
Siete in prima linea sul territorio: com’è il rapporto con i cittadini?
A questa domanda le risposte sono state variegate. Qualcuno afferma di non aver mai avuto problemi, altri segnalano la tendenza di qualche utente a montare polemiche per sacchi non raccolti perché esposti fuori orario o contenenti frazioni estranee. «Alcuni fanno i furbi: mettono fuori il rifiuto dopo che siamo passati e poi chiamano il numero verde dicendo che non l’abbiamo raccolto. Altri colgono l’occasione per chiedere informazioni sul servizio, ma anche sulle fatture. In certi casi riceviamo insulti, alcune persone sono molto maleducate. Il punto è che là fuori sono in pochi a rendersi davvero conto di quanto sia impegnativo questo lavoro» concludono, unanimamente.
Note positive?
«Il rapporto con i colleghi è piacevole, ci troviamo bene» è il commento di diverse tra le persone intervistate. Un altro degli aspetti positivi segnalati da più parti è la possibilità di avere una mezza giornata libera.
Qualche aneddoto o curiosità che vi fa piacere raccontare?
Mattia e Fabio ricordano di aver trovato un televisore dentro un sacco della plastica (ovviamente non raccolto!) e un manichino intero infilato in un carrellato del non riciclabile.
A Cristina invece un utente ha fatto una bella sorpresa, facendole trovare un panettone. Un altro le ha lasciato, all’interno di un bidone dell’organico, un biglietto con la scritta “grazie”. Piccoli atti di gentilezza che possono contribuire ad alleggerire un lavoro che certamente leggero non è.


